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 Sorto tra il 1500 e il 1600, il borgo feudale di Sa Costa è uno dei pochi
centri storici rimasti intatti in Sardegna.
La parte più antica, è quella che, iniziando dal castello, si estende fino
a via del Carmine mentre il Corso Vittorio Emanuele si sviluppa nel ‘700 e, solo cuccessivamente, nell'‘800, sorge la zona che si affaccia sul fiume Temo.
Il quartiere è delimitato da due scalinate poste alle sue estremità: a est "s’iscala ‘e sa rosa" e a
ovest "s’iscala ‘e s’ainu" che conducono in prossimità del castello. Il rione è formato da stradine acciottolate che seguono le curve altimetriche del colle e scalinate in trachite che interrompono il percorso orizzontale. La struttura delle case è elementare. Esse sono disposte
verticalmente, a schiera, orientate verso Nord e hanno spesso una stanza per piano con una scala interna ripidissima. Alcuni vani sono costruiti sotto la roccia e generalmente sono adibiti a servizio igienico, a cantina. La cucina con il forno per la preparazione del pane si trova all’ultimo piano. La facciata, di colore pastello, spesso è decorata in
trachite rossa.
Alcune architravi sono scolpiti con bassorilievi o stemmi il più antico dei quali si trova in via Sant'Ignazio e reca la data del 1580. Ogni casa possiede in genere due ingressi posti su due livelli traslati: uno sulla strada a monte, l'altro su quella a valle.
La seconda settimana di settembre
si celebra la festa di Regnos Altos e lungo le vie di Sa Costa si allestiscono
"Sos altarittos", piccoli altari ornati di fiori e impreziositi dai ricami di
filet.
Nella Foto: Il quartiere di Sa Costa visto dal fiume Temo
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