| Sezione » Conoscere Bosa » Speciale la Malvasia
 “A volte la invitavano a pranzo. Allora era una festa, e il padre apriva una bottiglia. – Devi bere un po’ di vino, a tavola; ti fa bene – diceva. E lei beveva con gusto la buona malvasia di Bosa.”
G. Dessì, Paese d’ombre
È grazie ai veneziani che la Malvasia, originaria del Peloponneso, venne diffusa, a partire dal XIII secolo, nel Mediterraneo. Quella prodotta in Sardegna non appartiene a nessuna delle due grandi famiglie attualmente identificabili, pur essendo legata ad esse dal delicato aroma e dal retrogusto amarognolo.
La Malvasia di Bosa, alla quale è stata riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata, viene prodotta in tutti quei vigneti della Planargia soleggiati, non umidi e posti a un’altitudine mai superiore ai 325m s.l.m.
Proprio a causa del numero ridotto dei vigneti, la quantità prodotta non può superare i 2.781hl. In realtà è di gran lunga inferiore e non supera i 107hl.
È caratterizzata da un colore dorato, da un profumo intenso, da un retrogusto amarognolo e uno dei suoi principali segni distintivi è il lungo invecchiamento, mai inferiore ai due anni.
La gradazione alcolica dei tipi dolce e secco naturali è del 15% mentre, per i tipi dolce e secco liquorosi, sale al 17,5%. Essendo un tipico vino da dessert si accompagna a dolci secchi, torte di frutta secca e crostate ma anche a formaggi piccanti ed erborinati.
È preferibile conservarla in scaffalature di legno poste al buio, ad una temperatura che può variare dai 10° ai 15° e con un’umidità di circa il 70%.
La Malvasia i Bosa è stata insignita di importanti riconoscimenti come il WSET Awards di Londra e su di essa hanno scritto autorevoli esperti come Luigi Veronelli e Mario Soldati.
|