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Bosa, citta di mare e di cultura

Speciale A. Atza

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Nella Foto: Bosa Vista da Antonio Atza

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Antonio Atza nasce a Bauladu (OR) nel 1925 ma, essendo vissuto dai sei anni in poi a Bosa, sente un forte senso di appartenenza nei confronti di questa cittadina da lui spesso ritratta.

Inizia molto presto a disegnare e dipingere e, dopo il ginnasio, s’iscrive all’Istituto Statale d’Arte di Sassari dove insegna tra gli altri Stanis Dessy.

Datato 1945, Autoritratto è una delle sue prime opere. Alla fine degli studi inizia l’insegnamento e insieme la sua ricerca artistica. Il 1957 si rivela un anno importante per l’arte sarda, perché si svolge a Nuoro la prima edizione del Premio Sardegna.

Il primo premio viene assegnato a Mauro Manca al quale si deve l’introduzione delle novità artistiche in Sardegna. Sarà legato ad Atza da un rapporto di profonda stima e fiducia e lo spingerà a partecipare attivamente alla vita culturale del tempo.

Intanto anche a Cagliari iniziano ad essere evidenti i primi segnali di una svolta nel campo artistico e nel 1958 viene creata l’associazione culturale Studio 58 della quale fanno parte numerosi giovani artisti. Atza, giunto a Cagliari nel 1957 entra presto in contatto con questi.

Al 1958 risalgono l’Autoritratto Futurista e i Venditori di brocche di chiara ispirazione futurista.

Del 1959 sono invece i quadri a soggetto ferroviario.

Nel 1960 alla mostra allestita dallo Studio 58 presso il portico di Sant’Antonio, Atza presenta le Sabbie che aveva iniziato a realizzare nel 1958.

I Blues risalgono al 1960. A metà degli anni ’60 la sua arte si evolve ancora, ponendo sempre di più l’accento surrealista su una vasta produzione che lo porterà ai vertici in Europa. La realtà però non va mai dimenticata e si alterna alla fantasia e al sogno, attraverso un continuo gioco di colori e di forme in cui tornano frequenti rose, gabbiani, strappi, farfalle, perle e occhi che sembrano racchiudere in sé la vita.



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